19 March 2012

Auschwitz - Birkenau Sguardi sulla Memoria

                                     ©Diambra Mariani
A memoria d'Arte
Auschwitz - Birkenau Sguardi sulla Memoria
Mostra fotografica
espongono:
Fabio Scapaticci
Nicolas Tarantino
Francesco Mion
Diambra Mariani
 

inaugurazione domenica 22 aprile ore 11.00 Red Zone
piazza della Pieve, 15 Sant Ambrogio Inganna Poltron - Verona

"Dove viene meno l'interesse, viene meno anche la memoria" J.W. Goethe
Il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza finalizzata alla commemorazione delle vittime della Shoah e di coloro che a rischio della loro vita si sono opposti al progetto di sterminio.
Quattro fotografi hanno preso parte al Treno della Memoria, un'iniziativa culturale rivolta agli studenti delle Scuole Superiori in cui i giovani partecipanti hanno l'occasione di diventare testimoni dei tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.
Nel corso di questo viaggio, che simbolicamente ripercorre i binari che portavano i prigionieri nei campi di lavoro e di sterminio di Auschwitz-Birkenau, i quattro autori si sono concentrati, ognuno con la propria visione, sugli spazi che sono stati teatro di quegli orrori.
La descrizione della simmetria dell'architettura della paura, la personalizzazione delle vittime attraverso i loro oggetti di uso quotidiano, la rievocazione dei rigidi inverni nel corso dei quali si consumava la tragedia, sono tutti elementi che ricompongono il quadro di questo drammatico frammento di Storia.
Quattro diversi sguardi impegnati in una comune riflessione sulla relazione tra la Storia del Novecento, il valore della memoria e la rappresentazione fotografica.
Riflessione che, prendendo spunto dagli atroci eventi della Seconda Guerra Mondiale, ci si auspica possa aiutare ad analizzare il presente in maniera critica e partecipata.

11 March 2012

Ivo Saglietti - I demoni


Exibition by Ivo Saglietti. I Demoni

A cura di: Manuela Gandini e Andrea Dall’Asta S.I.

Inaugurazione: giovedì 15 marzo ore 18,00
Periodo: 15/03/12 - 05/05/12

GALLERIA SAN FEDELE
Via U. Hoepli, 3 a/b
Milano  

Scientificamente, l'11 luglio 1995, le truppe del generale Ratko Mladic' e i paramilitari di Arkan, sotto gli occhi inermi e complici del contingente olandese di pace, deportano e uccidono l'intera popolazione maschile dell'enclave musulmana di Srebrenica.
Ottomila, tra uomini, ragazzi e bambini, vengono eliminati e buttati in una settantina di fosse comuni.
La città rimane abitata solo da orfane e vedove dal foulard stretto attorno al capo.
Negli anni dell'assedio bosniaco, Ivo Saglietti (Tolone 1948) documenta la guerra in presa diretta.
Fotoreporter di agenzie francesi e americane, gira con gli stivali sporchi del fango dei luoghi più feroci e vulnerabili del pianeta: Salvador, Nicaragua, Cuba Libano, Haiti, Uganda, Uzbekistan, Palestina.
Come in una missione è testimone della storia.
"Se ci sono i fotografi una guerra diventa ‘reale'" scriveva Susan Sontag.
Nella mostra, intitolata Demoni, che trabocca del dolore e dell'orrore del conflitto balcanico, sono impressi i resti e gli effetti del genocidio.
Migliaia di bare tutte uguali in un grande capannone, contrassegnate solo da un numero, sono in attesa di sepoltura dopo sedici anni di ricerche.
Dal 1996, l'International Commission of Missing Persons, (ICMP), organismo composto da patologi, genetisti, tecnici, medici legali di tutto il mondo, analizza e ricompone le ossa di chi ha perso, oltre alla vita, la propria identità.
In una delle foto di Saglietti una luce illumina due donne chinate sulla bara di chi hanno amato.
La desolazione asettica del luogo, nella alienante ripetitività della morte, crea un dolore ancora più acuto.
Con intesa umanità, Saglietti accoglie nella sua pellicola la sofferenza del mondo dandogli asilo.
E coglie la sospensione degli anni che una collettività buona sta trascorrendo nella certosina ricostruzione dei corpi al fine di restituire un nome a ciascuna vittima.
Vincitore per la terza volta del World Press Photo, con gli scatti di Srebrenica, Saglietti dichiara: "Dare un nome alle vittime significa anche poterlo dare ai criminali".

Testi di Manuela Gandini su Arte.Go

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